ESENIT

La Mia Storia

Perché Esiste Latido y Raqueta

Dietro ogni progetto c’è una persona. E dietro ogni persona, c’è una storia.

Questa è la mia.


Tay León Ojeda

Promotrice e Coordinatrice di Latido y Raqueta

Non sono medico. Non sono fisioterapista. Non sono sportiva professionista.

Sono una persona che ha visto un’enorme necessità e ha deciso di fare qualcosa al riguardo.


Vivere con una malattia cardiopolmonare ha cambiato il ritmo della mia vita.
Ha cambiato i miei tempi, i miei limiti… e il mio modo di intendere lo sforzo.
Ho affrontato interventi chirurgici, trattamenti e una cicatrice che percorre il mio corpo e la mia storia. Ma lungi dal definirmi per la fragilità, ho deciso di definirmi per il movimento.
Nel tennistavolo ho trovato qualcosa di più che uno sport. Ho trovato concentrazione quando mancava l’aria. Ho trovato forza quando sembrava non essercene più. Ho trovato una forma di recupero che non rafforzava solo il corpo, ma anche la mente.
Mi ha aperto nuovi orizzonti a livello psicosociale: nuove amicizie, un contesto che non conoscevo e un mondo stimolante all’interno dello sport, profondamente gratificante, che mi aiuta concretamente nell’integrazione sociale che questa patologia a volte rende difficile.
Anche se in Spagna non esiste ancora una classe cardiopolmonare riconosciuta a livello agonistico e il sistema non prevede una categoria adattata alla nostra realtà, ho deciso comunque di partecipare, accettando la sfida di competere senza uno spazio ufficialmente stabilito per noi.
Così è nato Latido y Raqueta.
Un progetto che unisce salute e sport per dimostrare che la limitazione non è la fine del cammino, ma l’inizio di un nuovo modo di andare avanti.

Respira, gioca, vivi.


L’Origine

Come Nasce Un’Idea Che Può Cambiare Vite

L’Osservazione

Per anni, sono stata testimone diretta di come le malattie cardiopolmonari e vascolari trasformano radicalmente la vita delle persone. Non solo per i sintomi fisici — la dispnea, l’affaticamento, la limitazione funzionale — ma per qualcosa di più profondo e devastante: la perdita di connessione con la vita.

Ho visto come persone attive, socievoli, piene di energia, si chiudono progressivamente nelle loro case. Come smettono di uscire con gli amici (“mi stanco troppo”). Come abbandonano le passioni (“non posso più”). Come la malattia passa dall’essere “qualcosa che ho” a “qualcosa che sono”.

E la cosa più dolorosa: ho visto il circolo vizioso perfetto.

Ho una malattia che mi rende difficile respirare → Ho paura di fare esercizio perché mi stanco → Smetto di fare esercizio → Perdo capacità muscolare → Mi costa di più respirare → Rafforza la mia paura dell’esercizio → Mi muovo sempre meno…

La Scoperta

Ma ho anche scoperto qualcosa di incoraggiante: l’evidenza scientifica.

Studiando, leggendo, ricercando, mi sono imbattuta in studi pubblicati sulle riviste mediche più prestigiose del mondo che dimostrano qualcosa di rivoluzionario:

L’esercizio supervisionato non solo è sicuro per le persone con patologie cardiopolmonari… è BENEFICO.

Miglioramenti di quasi 100 metri nei test del cammino. Riduzione delle ospedalizzazioni. Miglioramenti nella qualità della vita. Tutto documentato. Tutto verificato. Tutto scientifico.

E allora è sorta la domanda: Se la scienza lo dimostra, perché così poche persone con queste patologie hanno accesso a programmi di esercizio continuativo?

La Risposta Era Chiara

Perché non esistono abbastanza programmi.

La riabilitazione cardiopolmonare tradizionale è eccellente, ma dura 8-12 settimane e poi… nulla. Le persone tornano a casa con la raccomandazione di “mantenere l’attività fisica”, ma senza struttura, senza comunità, senza sapere dove andare.

Ed è stato in quel momento che è nata l’idea di Latido y Raqueta.


Perché il Tennistavolo

L’Ispirazione: Un Modello Che Già Funzionava

Ricercando sullo sport adattato, ho scoperto qualcosa di affascinante: il programma di tennistavolo per persone con Parkinson della Real Federación Española de Tenis de Mesa (RFETM).

I numeri parlavano da soli:

  • Primo campionato nazionale (2024): 35 partecipanti
  • Secondo campionato nazionale (2025): 80 partecipanti
  • Crescita del 128% in un anno

E c’era di più: il Progetto Pimpón Park presso l’Ospedale de La Princesa a Madrid aveva documentato miglioramenti nell’equilibrio, nella capacità cognitiva e nello stato d’animo in pazienti con Parkinson che praticavano tennistavolo.

Ho pensato: Se funziona per il Parkinson, perché non per le patologie cardiopolmonari?


Il Momento della Decisione

Quando Un’Idea Diventa Progetto

Mi sono trovata a un punto di decisione: Potevo restare con quest’idea in testa, pensando “sarebbe bello se qualcuno facesse questo”?

Oppure potevo osare essere quella persona che lo rende realtà?

Per settimane, i dubbi mi hanno assalita:

  • Chi sono io per lanciare un progetto così?
  • Ho le conoscenze sufficienti?
  • E se fallisco?
  • E se nessuno mi supporta?

Ma poi ho ricordato qualcosa: I grandi progetti non nascono da persone perfettamente preparate. Nascono da persone che osano provarci.

La Decisione

Ho deciso di farlo.

Non perché avessi tutte le risposte. Non perché fossi un’esperta. Ma perché:

  1. C’era un bisogno reale (centinaia di migliaia di persone con patologie cardiopolmonari senza accesso allo sport adattato)
  2. C’era un’evidenza scientifica solida (l’esercizio funziona)
  3. C’era un modello collaudato (il successo con il Parkinson)
  4. C’era la volontà (la mia, e quella delle persone che hanno iniziato a unirsi)

E soprattutto, perché qualcuno doveva fare il primo passo. Perché non io?


Le Alleanze

Non Sono Sola: Una Rete di Supporto

🏥 ANHP

L’Asociación Nacional de Hipertensión Pulmonar (Associazione Nazionale per l’Ipertensione Polmonare) ha creduto nel progetto fin dall’inizio e mi ha offerto il suo supporto istituzionale.

🫁 Rete Cardiopolmonare

Coordinamento con molteplici associazioni di pazienti per la massima diffusione e portata.

🏓 AEVTM

L’Asociación Española de Veteranos de Tenis de Mesa (Associazione Spagnola Veterani di Tennistavolo) apporta la sua esperienza nei programmi inclusivi.

Senza queste alleanze, Latido y Raqueta non esisterebbe.


Le Sfide

Non Tutto È Stato Facile

Sarebbe disonesto presentare tutto questo come un percorso senza ostacoli. Ci sono state (e ci sono) sfide importanti:

  • Il Finanziamento: Ottenere finanziamenti per un progetto pilota innovativo non è semplice
  • La Credibilità Iniziale: Dimostrare con documentazione solida che questo non è improvvisato
  • Il Coordinamento: Club, ospedali, associazioni, professionisti… coordinare tutti è complesso
  • La Paura di Fallire: Ho paura che non funzioni. Ma l’unico vero fallimento sarebbe non provarci

  • La Mia Motivazione Profonda

    Perché Vado Avanti

    Ci sono giorni difficili. Giorni di riunioni cancellate, di porte chiuse, di budget che non tornano.

    In quei giorni, mi chiedo: Perché sto facendo questo?

    E la risposta è sempre la stessa:

    Perché È Importante

    • È importante che una persona con ipertensione polmonare possa trovare un luogo dove praticare sport in modo sicuro
    • È importante che qualcuno con BPCO non debba restare chiuso in casa per paura di stancarsi
    • È importante che una persona con insufficienza cardiaca possa prendere una racchetta, giocare una partita, ridere, sentirsi vivo
    • È importante perché lo sport non è un lusso. È medicina. È comunità. È speranza

    Il Mio Sogno

    Sogno una Spagna dove qualsiasi persona con una patologia cardiopolmonare o vascolare possa trovare il club o l’ospedale più vicino, prendere una racchetta da tennistavolo e sentirsi parte attiva della comunità sportiva.

    Sogno che tra 10 anni, quando qualcuno riceverà una diagnosi di ipertensione polmonare o BPCO, il suo medico gli dica: “E cerca il programma Latido y Raqueta nella tua città. Ti aiuterà molto.”

    Sogno che Latido y Raqueta diventi un modello di riferimento europeo, che ispiri altri paesi a creare programmi simili.

    “Il mio sogno è che qualsiasi persona con una patologia cardiopolmonare possa trovare il club o l’ospedale più vicino, prendere una racchetta da tennistavolo e sentirsi parte attiva della comunità sportiva. Perché ogni battito conta, ogni persona è importante, e ogni racchetta è una porta aperta verso una vita più piena.”


    Il Mio Impegno

    • Mi impegno a dare tutto me stessa affinché Latido y Raqueta sia un successo
    • Mi impegno ad ascoltare le esigenze delle persone che parteciperanno
    • Mi impegno a lavorare con integrità, trasparenza e professionalità
    • Mi impegno a non arrendermi, anche quando sarà difficile

    Perché ogni battito conta. Ogni persona è importante. E ogni racchetta è una porta aperta verso una vita più piena.


    Riflessione Finale

    Latido y Raqueta, in fondo, non riguarda il tennistavolo.

    Riguarda la dignità. Che una persona con una malattia cronica non debba rinunciare a essere attiva, sociale, parte di una comunità.

    Riguarda la speranza. Dimostrare che la diagnosi di una malattia cardiopolmonare non è la fine del cammino, ma un nuovo inizio dove c’è ancora spazio per il movimento, il gioco, la vita.

    Riguarda la giustizia sociale. Che lo sport sia veramente inclusivo e accessibile per tutte le persone, non solo per le persone sane.

    E riguarda il dimostrare che una persona con un’idea e molta determinazione può cambiare la realtà.

    “Non possiamo aggiungere giorni alla vita, ma possiamo aggiungere vita ai giorni.”

    E questo è esattamente ciò che Latido y Raqueta intende fare.


    Unisciti a Questa Storia

    Questa non è solo la mia storia. È una storia che stiamo costruendo insieme.

    Ogni persona che si unisce — come partecipante, come collaboratore, come sponsor, come divulgatore — aggiunge un capitolo a questa storia.

    Vuoi farne parte?


    Tay León Ojeda
    Promotrice di Latido y Raqueta
    Respira, gioca, vivi · Ogni battito conta